Ecco, dentro quelle intercapedini lì, in quelle fessure, in quelle spaccature del terreno, cascano, o inciampano, o scivolano senza volere, le vite degli altri che ci interessa leggere, i mondi in cui veniamo rapiti, i perché di tutto.
Su, prova a poke bowl hamburg mercedes non app per slot machine kronos leggere se sei capace.Il Male, il Bene, il Buono, il Cattivo, sono lì dentro, e tu lo sai prima di cominciare.Posso dire che leggendo Zola a un certo punto ho amato monsieur Saccard, e pur sapendo che il disastro sarebbe arrivato, sicuro come loro, anchio non avrei venduto le azioni dellUniversale, che anchio puntavo al rialzo, al corso di tremila franchi, alla finanza che conquista.Se quelluno guadagna trenta cents, io mi contento di venticinque.Che vada a scavare tra le belle parole degli altri, le frasi a effetto, quelle che magari ogni tanto servono per far colpo, o perché le sai agganciare a una situazione, perché le usi come didascalia, una stupida seduzione: Venghino, venghino, signori, egli ricorda.Perché la legge e la giustizia non sono la stessa cosa, non sono in scala uno a uno, sovrapponibili.Ed è quella tra due giustizie, una di nome, fatta di ricostruzioni, faldoni alti due spanne, i testimoni, le prove, lavvocato, il Pm, e la pittoresca scritta La legge è uguale top online casino 900pay per tutti, entra la corte.Si dirà che è una seduzione, una piccola furbizia per attirare lattenzione, ma non è solo questo,.Insomma, mi appello alla benevolenza di voi tutti, se siete lettori capirete che non è facile trovare proprio quella frase, proprio quelle parole che vi hanno aperto il mondo.Puoi avere buoni di tutte le specie, va molto quello sempre ubriaco con una donna che non cè più, sporco di rimpianti ma abbastanza duro da non farli diventare rimorsi.In quella crepa nel muro.E come fa quel naso a prendere una carrozza e girare per Pietroburgo, staccato dal suo generale, il titolare del naso, il legittimo proprietario?Mi dichiaro inadeguato al compito, mi arrendo, ma al tempo stesso intendo vendere cara la pelle e mi ricordo questa frase, che è un inizio, che è una schioppettata, che è una scommessa, e una promessa, e una sfida: IL 25 marzo accaddietroburgo UN fatto.




E laltra è la giustizia come la pensiamo noi, il senso di giustizia, quello che abbiamo da qualche parte tra il cuore e il duodeno, o il pancreas, che ne so, che ti fa dire: oh, che ingiustizia!, Oh, ma questo non è giusto.Esce il libro, lo annunci in rete, oppure pubblichi la prima recensione, oppure dici di una critica.Cosa sarebbe questo se non il ringraziamento della vittima del rapito al bandito al rapitore?Il giallo ha un vantaggio, anzi due.E per quanto mi riguarda, se volete saperlo, la mia ansia di lettore è di finire in posti nuovi già pensati; e che chi scrive, il mio rapitore, il mio bandito, me li faccia pensare meglio.E anche i cattivi sono di tutti i tipi, certo.E non vi dirò di quella volta che mi fermai a fare benzina e finii per ammazzare il marito di lei, per pura passione di lei, roba da matti, col postino che continuava a suonare.Sì, i banditi sono questi qui, quelli che ti portano via dove vogliono loro, e tu sei contento di andarci.





O sei un qualsiasi Buendìa a scelta e allora, come dice Marquez, ecco che succede qualcosa: Laria aveva una densità ingenua, come se lavessero appena inventata.
Passano venti secondi e arriva il primo commento, la prima reazione: E a Cuneo mai?
Cè scritto: Ce ne ricorderemo, di questo pianeta.